LE ORIGINI DI ITI    del 6/10/2009

Le origini di Iti  

Nel periodo medievale la vasta tenuta denominata "ITI" (il termine lo si fa derivare dall’etimo latino "iter", cammino, strada), faceva parte del Casale di Valimonti, importante centro abitato, sorto per sostenere le miniere di sale site in quel luogo. Non si hanno documenti specifici inerenti alla tenuta di Iti, ma, vi è da credere, che essa abbia seguito lo svolgimento storico-economico del territorio circostante, allorché verso la fine del XV secolo l’economia agro-pastorale subì una lenta trasformazione verso le colture specializzate, come la vite e l’olivo.

La tenuta di Iti sembra che si evolva in tale direzione tra la fine del 1500 e l’inizio del secolo successivo ad opera di una famiglia – i Cherubini – che, al pari di altre casate del ceto emergente, andò a sostituire la vecchia classe della nobiltà legata alla tradizione della milizia, ormai consunta dalle guerre e dai debiti.

Con l’avvento della monarchia spagnola, i mercati compresero che i grandi empori del nord Italia, in cui affluiva buona parte delle richieste degli altri paesi europei, richiedevano molto olio d’oliva per l’industria del sapone e per l’illuminazione domestica. Alla nuova imprenditoria rossanese non sfuggì quest’opportunità, e ciò che era stata una coltura promiscua divenne la risorsa agraria di maggior conto per l’esportazione.

La famiglia Cherubini  

Di probabile origine ebraica – come numerose altre rimaste in loco dopo l’espulsione del 1541 – la casata proviene dal ramo degli Yiripini; un Leonardo, o Nardo, Yiripino è citato nel testamento di Giovan Aloisio Cherubini del 5 ottobre 1604 come padre testatore.

Il primo personaggio di questa famiglia che entrò nella storia di Rossano, dunque, fu Giovan Aloisio Yiripino, figlio di Leonardo, il quale modificò il cognome in Cherubini e prese in moglie, in prime nozze Lavinia Sanfelice, ed in seconde nozze Antonella Mazziotta, entrambe appartenenti a ricche casate del 2° ceto imprenditoriale. Come accadeva sempre nei ceti emergenti, un figlio di Giovan Aloisio – Giulio – si laureò in Utroque jure (giurisprudenza) ed uno intraprese la carriera ecclesiastica – Rev.do Giovan Leonardo. E’ da quel momento che i Cherubini si affermano a tutti gli effetti tra le famiglie della nobiltà rossanese, tant’è che Giulio può sposare Beatrice Mannarino figlia di un importante esponente dell’aristrocrazia del luogo.

La grande ascesa economica di questo ramo della famiglia sembra legata alla carestia del 1622; quando felici speculazioni consentirono ai due fratelli di entrare in possesso di numerose ed importanti proprietà fondiarie della zona. I successivi matrimoni con membri delle più prestigiose casate della provincia (come Dattilo, Passalacqua e Mangone), portò i Cherubini nel Gotha delle più importanti famiglie calabresi.

ITI è, da tre secoli, proprietà della famiglia Cherubini. In origine era una tenuta di ulivi, oggi è un moderno agrumeto con giovani ulivi a determinarne il perimetro, e fungere così da frangivento, dai quali viene ricavato l’olio che serve per la preparazione delle conserve e dei piatti che si gustano nell’azienda agrituristica.

 

Hanno parlato di Iti  

Airone - Gennaio/Febbraio 1998, pp. 177 - "Qualche alternativa per chi non ama l’albergo".

Oasis - Gennaio 1998, pp. 104-109 - "Andar per campi in Calabria".

L’Espresso - Aprile 1998, pp. 224 - "Sensazioni da Bebè".

Mensile a Tavola - Giugno 1998.

Panorama Travel - Giugno 1999.

Geo & Geo - Dicembre 2008

 





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