Museo diocesiano del codex

Inaugurato il 3 luglio 2016, il nuovo Museo Diocesano e del Codex è caratterizzato da una moderna riorganizzazione, basata sulla distinzione di due principali sezioni, una dedicata al Codex Purpureus, l’altra alla collezione d’arte sacra. Entrambi i percorsi sono arricchiti dalla presenza di supporti multimediali che permettono al visitatore di fruire di approfondimenti sulla storia e sulle opere d’arte. L’opera più importante e preziosa del Museo è il Codex Purpureus Rossanensis, riconosciuto nel 2015 Patrimonio dell’Umanità dall’ UNESCO ed iscritto nella categoria “Memory of the World”. Si tratta di un evangeliario greco miniato, risalente al VI secolo, che contiene l’intero vangelo di Matteo, quasi tutto quello di Marco, e una parte della lettera di Eusebio a Carpiano sulla concordanza dei Vangeli. É costituito da 188 fogli di finissima pergamena purpurea, scritto in maiuscola biblica con inchiostri d’oro e d’argento e arricchito da 15 miniature. La collezione museale diocesana comprende opere di varie epoche e tipologie, suddivise in aree cronologiche e tematiche. Tra le opere più importanti ricordiamo uno Specchio Greco in bronzo, datato al V secolo a. C., una lastra marmorea di epoca romana, e un anello in bronzo a pasta vitrea detto di San Nilo. Imponente e molto venerato dai rossanesi è il busto argenteo dell’Achiropita, posizionato nella sala dedicata al suo culto. Tra i dipinti vi è la tavola della Pietà, realizzata nel 1499 circa dall’artista cretese Andreas Pavias e una miniatura su pergamena raffigurante il Matrimonio mistico di Santa Caterina, datato tra il XVI e il XVII secolo. L’associazione “Insieme per Camminare” che gestisce il Museo, organizza inoltre visite guidate anche nel centro storico di Rossano.

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